Andrea Francesco Benvenuto

Andrea Francesco Benvenuto

Relatore e direttore di Mindsblowing

zitromax azitromicina

In assenza di terapie specifiche, la letteratura scientifica ci viene in aiuto. Analizziamo tutti i possibili impieghi di Azitromicina per il Covid19. Partendo dall’analisi molecolare dell’Azitromicina, per arrivare agli impieghi generali e sperimentali per il Covid19.

Analisi molecolare dell’Azitromicina

L’Azitromicina è un derivato semisintetico dell’Eritromicina (ormai ampiamente rimpiazzata). La classificazione chimica del farmaco rientra nei macrolidi, ovvero delle molecole formate da un anello lattonico a 14 atomi di carbonio (15 per l’Azitromicina), al quale sono attaccati uno o più deossizuccheri.

L’Azitromicina inoltre si differenzia dagli altri macrolidi per la presenza di un gruppo amminometilico nell’anello lattonico.

AZITROMICINA – STRUTTURA MOLECOLARE

Impieghi di Azitromicina

I Macrolidi sono essenzialmente dei farmaci batteriostatici ad attività inibitoria reversibile della sintesi proteica. Essi agiscono secondo dei meccanismi inibitori dello stadio di translocazione della catena polipeptidica, agendo inoltre come perturbatori conformazionali del sito transferasico ribosomiale. L’Azitromicina in particolare ha un’attività simile all’Eritromicina (suo genitore), infatti è generalmente utilizzata contro ceppi sensibili di streptococchi e stafilococchi. In particolare i macrolidi sono farmaci molto utili per il trattamento di un gran numero di infezioni respiratorie, infatti in soggetti ospedalizzati è molto frequente la co-somministrazione di un macrolide a un beta-lattamico per avere una miglior copertura contro patogeni respiratori atipici.

MECCANISMO D’AZIONE DEI MACROLIDI

L’Azitromicina, potrebbe essere un farmaco utile per il trattamento di covid19, e perchè?

Alcuni studi in vitro e in vivo, attestano che l’Azitromicina possa avere attività antinfiammatoria oltre che batteriostatica. In particolare in uno studio del 2012 e poi successivamente ripreso nel 2016, si attesta l’attività antinfiammatoria di AZT con particolare riguardo alla modulazione della produzione di citochine proinfiammatorie tramite una downregulation dell’attività di alcune cellule dendritiche preposte alla biosintesi di IL-6, IL-10, IL-12 e tumor necrosis factor alpha. Inoltre sembrerebbe ridurre il numero di proteine implicate nell’adesione cellulare. Rimane tuttavia molto utile il possibile utilizzo in caso di sovrainfezioni batteriche.

Rimane tuttavia ignoto il meccanismo con cui i macrolidi mediano questa risposta antinfiammatoria.

AIFA tuttavia afferma che: ” L’uso dell’azitromicina per indicazioni diverse da quelle registrate può essere considerato esclusivamente nell’ambito di studi clinici. Gli usi non previsti dalle indicazioni autorizzate e non raccomandati, restano una responsabilità del prescrittore e non sono a carico del SSN”

Per quali pazienti dunque è tuttavia raccomandabile?

“La mancanza di un solido razionale e l’assenza di prove di efficacia nel trattamento di pazienti COVID-19 non consente di raccomandare l’utilizzo dell’azitromicina, da sola o associata ad altri farmaci con particolare riferimento all’idrossiclorochina, al di fuori di eventuali sovrapposizioni batteriche.”

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