In tempi di pandemia, come quelli che stiamo vivendo in questi ultimi mesi, molte teorie prendono spazio e vengono diffuse come informazioni fondamentali che danno risposta a temi molto più complessi e che richiedono necessariamente approfondimenti e analisi oggettive, prive dunque di pareri soggettivi o dati non comprovati.

Quando si parla di 5G ci si riferisce alla quinta generazione della tecnologia di rete e banda connessa alle telecomunicazioni e, in particolar modo, alle tecnologie di telefonia mobile, successiva alla già diffusa 4G+. La rete 5G porta non pochi vantaggi in termini di prestazioni alle reti mobili, con un sostanzioso incremento della velocità di trasmissione di dati e con interessanti applicazioni connesse al mondo dell’“Internet of Things”.

L’introduzione della tecnologia 5G darà luogo all’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza con bande di frequenza variabili negli intervalli: 694-790MHz, 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz. Si noti che la tecnologia 4G utilizza bande con frequenza massima di 2,6 GHz.

Onde elettromagnetiche di frequenza appartenente alla banda 26,5-27,5 GHz, indicate come “onde millimetriche”, non sono in grado di penetrare superfici solide ed ostacoli di varia natura ma vengono assorbite da pioggia e foglie che provocano così un abbassamento del raggio di copertura di un’antenna emittente. Per questo motivo è risultato necessario installare numerose celle di piccole dimensioni che coprono un’area di qualche centinaio di metri, rispetto alle celle 4G.

Si analizza di seguito l’impatto sulla salute del 5G.

Effetti sulla salute dei campi elettromagnetici a radiofrequenza

È necessario distinguere gli effetti sulla salute umana dei campi elettromagnetici a radiofrequenza in effetti a breve termine ed effetti a lungo termine.

Effetti a breve termine

L’esposizione a onde millimetriche, nel breve periodo, può provocare sostanzialmente effetti di natura termica. Infatti, l’energia elettromagnetica incidente sul corpo umano viene in parte riflessa e in parte assorbita dai tessuti. Ciò può provocare un incremento della temperatura corporea con conseguente reazione termoregolatrice che causa l’aumento della circolazione sanguigna, sudorazione o respirazione accelerata. I danni effettivi si riscontrano quando la temperatura corporea supera di 1°C la temperatura normale. Ritornando alla tecnologia 5G, essa trasmette in maniera costante e focalizzata onde millimetriche in grado di far incrementare la temperatura corporea di più di 1°C? No. Gli standard internazionali di protezione definiscono i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici il cui rispetto garantisce che la soglia degli effetti termici non venga superata.

Effetti a lungo termine

Per quanto riguarda gli effetti dei campi elettromagnetici a radiofrequenza sulla salute a lungo termine, i rischi associati riguardano la cancerogenicità delle radiazioni e le potenziali patologie su organi e tessuti esterni.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha valutato le evidenze scientifiche sulla cancerogenicità dei capi elettromagnetici a radiofrequenza emessi da telefoni cellulari, antenne radiotelevisive e antenne fisse per telefonia mobile. Dagli studi è emerso che il rischio di sviluppare glioma (tumore maligno del cervello), neurinoma del nervo acustico (tumore benigno) o altre tipologie di tumori, con connessione all’utilizzo prolungato di telefoni cellulari, non rappresentava un’evidenza notevole per cui, l’IARC ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibilmente cancerogeni per gli esseri umani” (gruppo 2B). Il termine “possibilmente” mette in luce quindi che non vi è correlazione stretta tra le parti.

Le onde millimetriche vengono altresì assorbite dai tessuti cutanei e dalla superficie del tessuto della cornea provocando potenzialmente danni nel lungo periodo.

Numerosi esperimenti hanno dimostrato che gli effetti superficiali delle onde millimetriche a bassa intensità possono essere piuttosto sostanziali, inducendo una serie di cambiamenti biologici, anche a livelli non termici, compresi gli effetti della membrana cellulare. Alcuni studiosi hanno dimostrato che i condotti del sudore nella pelle umana sono tubi a forma elicoidale, riempiti con una soluzione acquosa conduttiva. La loro ricerca indica che i dotti del sudore nella pelle potrebbero comportarsi come antenne e quindi rispondere alle onde millimetriche provocando danni ai tessuti.

Un altro rischio associato (non provato al 100%) all’esposizione prolungata alle radiazioni da 5G riguarda lo sviluppo della cataratta, che rappresenta una delle primarie cause di cecità nel mondo.

L’esposizione prolungata alle radiazioni elettromagnetiche può inoltre portare effetti dannosi a livello neurologico. Quando il sistema nervoso o il cervello sono disturbati dalle radiazioni elettromagnetiche, possono verificarsi cambiamenti morfologici, elettrofisiologici e chimici. Un cambiamento significativo in queste funzioni porterà inevitabilmente a un cambiamento nel comportamento del sistema. In effetti, gli effetti neurologici includono cambiamenti nella barriera ematoencefalica, morfologia, elettrofisiologia, funzioni dei neurotrasmettitori, metabolismo cellulare, efflusso di calcio e risposte ai farmaci che influenzano il sistema nervoso.

5G e covid_19

Con il diffondersi in tutto il mondo del coronavirus COVID-19, molte teorie vedono la tecnologia 5G come causa concatenata all’incremento esponenziale dei contagi in tutto il mondo. L’analogia tra le parti vede le celle 5G presenti sui territori più colpiti, come Wuhan, la Lombardia, New York, ma nonostante ciò, gli studi sulle onde elettromagnetiche di radiofrequenza non possono essere in alcun modo correlate ad un contagio come quello di COVID-19. Infatti, gli effetti dannosi causati dalle onde, che provocherebbero l’abbassamento delle difese immunitarie, non sono in alcun modo riscontrabili a breve termine.

Utilizzo quotidiano – Smartphone e Internet of Things

Premessa fatta sugli effetti delle onde relative al 5G, è necessario ora parlare degli strumenti di utilizzo quotidiano che espongono a tali radiazioni. Il grado di assorbimento del corpo umano alle radiazioni è misurato attraverso il SAR (Specific Absorption Rate) definito nell’unità di misura di Watt per Kg (W/kg).

Tutte le aziende produttrici di dispositivi mobili devono necessariamente rispettare i limiti imposti dalle agenzie che regolano i limiti di SAR. L’emissione e l’assorbimento di radiazioni dipendono sostanzialmente dalle antenne e dal design del prodotto, nonché dall’utilizzo che l’utente fa dello stesso. Lo standard impone ai produttori di non rilasciare prodotti che abbiano valori di SAR superiori a 2 W/kg, oltre il quale il rischio di esposizione con conseguenti danni aumenta vertiginosamente.

Gli smartphone attualmente in commercio, compresi i modelli dotati della tecnologia 5G, non superano in alcun modo il valore limite di SAR, dunque non sono ritenuti pericolosi per la salute.

Conclusioni

La tecnologia 5G porterà quindi molti vantaggi in termini di prestazione su dispositivi mobili e tecnologie di vario tipo che nei prossimi anni sfrutteranno questa rete. I possibili danni alla salute causabili dal 5G possono essere correlati a qualunque altro tipo di rischio associato a onde millimetriche aventi stessa frequenza, dunque, nel breve periodo non provocano danni comprovati dai molteplici studi effettuati negli anni, e nel lungo periodo il rischio è strettamente correlato al tempo di esposizione alle radiazioni.

Bibliografia

http://old.iss.it/binary/elet/cont/5G_e_rischi_per_la_salute.pdf

https://www.researchgate.net/publication/332267703_HARMFUL_EFFECTS_OF_5G_RADIATIONS_REVIEW

https://www.researchgate.net/publication/339458733_5G_Technology

https://www.researchgate.net/publication/340438583_Is_the_Coronavirus_Actually_Microwave_illness_from_4G_and_5G_Radiation

Gaspari, F. (2019). Radiofrequency radiation, legislative omissions and the principle of precaution. Diritto Pubblico Europeo – Rassegna Online, (2), 85 – 113. https://doi.org/10.6092/2421-0528/6366

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